ATP infiltrazioni: documenti, rilievi, metodo

ATP infiltrazioni: documenti, rilievi, metodo

ATP infiltrazioni: la forza tecnica dipende da documenti, rilievi e coerenza interpretativa

Quando il danno arriva sul tavolo, è il metodo a fare la differenza: negli ATP per infiltrazioni servono rilievi corretti, documenti coerenti e una lettura tecnica che regga nel tempo

Parliamo del momento in cui un avvocato, un amministratore di condominio o di una proprietà ricevono tra le loro mani un danno da infiltrazione e devono decidere come procedere. La prima domanda da farsi non può essere solo “da dove proviene l’acqua”, ma è fondamentale anche capire il modo in cui bisogna documentare il fenomeno, quali accertamenti servono e come costruire una lettura tecnica che sia verificabile, utilizzabile nel tempo e coerente.

L’Accertamento Tecnico Preventivo, che è il primo passo della causa legale, può servire per acquisire elementi tecnici nell’ambito di un contenzioso, le finalità dipendono dalla procedura e dal quesito sottoposto al consulente. La Corte di Cassazione ha chiarito che la relazione conclusiva entra nel materiale probatorio e può essere valutata dal giudice con tutti gli altri elementi acquisiti.

Come costruire la storia tecnica del danno

È molto difficile riuscire a interpretare un’infiltrazione soltanto osservando la macchia su una parete. Bisogna raccogliere dati e informazioni sul fabbricato, sulla stratigrafia e sulla conformazione delle parti interessate, ma anche sugli interventi eseguiti, sulla manutenzione e sulla cronologia degli eventi, quando disponibile.

In base al caso specifico, i documenti che possono servire sono:

  • elaborati progettuali e particolari costruttivi;
  • documentazione relativa a precedenti lavori e manutenzioni;
  • fotografie datate e organizzate per ambienti e fenomeni;
  • comunicazioni tra le parti, segnalazioni e verbali di sopralluogo;
  • documentazione relativa a coperture, terrazzi, facciate, pluviali e sistemi di smaltimento delle acque;
  • precedenti relazioni tecniche e risultati di eventuali indagini.

È fondamentale capire che ogni rilievo deve poter essere ricondotto a una documentazione precisa.

Come fare un rilievo

Per fare un rilievo corretto e utile non basta fotografare il danno, è fondamentale rendersi conto che il sopralluogo deve trasformare un fenomeno visibile in un insieme di dati tecnici che comprendono la posizione delle alterazioni, quanto sono estese e come sono distribuite le macchie, lo stato delle finiture, le discontinuità dell’involucro e la relazione con coperture, terrazzi, facciate, serramenti o sistemi di raccolta delle acque.

Dalla manifestazione alla causa, l’importanza della coerenza interpretativa

Il punto più delicato di un ATP nelle infiltrazioni è distinguere quello che viene osservato da quello che viene dedotto: pensiamo a una macchia di umidità. Possiamo definirla come il fenomeno che si manifesta, ma la sua posizione può non dirci nulla rispetto al punto di ingresso dell’acqua.

L’acqua infatti può “viaggiare” e muoversi lungo determinati percorsi, stratigrafie, discontinuità non immediatamente coincidenti con il punto in cui poi vediamo il danno. La conclusione tecnica deve essere sostenuta dall’insieme degli elementi disponibili, non da un’intuizione personale formulata su un singolo indizio.

È una distinzione essenziale anche quando entrano in gioco fenomeni diversi dalle infiltrazioni vere e proprie, come condensa, risalita capillare o problematiche termoigrometriche. Per fare un esempio, la UNI EN ISO 13788:2013 fornisce i metodi per valutare il rischio di condensazione superficiale e interstiziale, precisando anche i limiti del metodo rispetto a fenomeni quali risalita capillare e trasporto di umidità liquida.

Coerenza tra documenti, rilievi e interpretazione

La forza tecnica di un accertamento nasce dalla capacità di documenti, rilievi e metodo di procedere insieme e non dalla quantità di strumenti utilizzati né dalla rapidità con cui si formula una diagnosi.

Un sopralluogo accurato che però non è seguito da una corretta ricostruzione documentale può lasciare delle domande e dei dubbi. Se una raccolta documentale è completa ma mancano i rilievi puntuali, allora può essere comunque difficile riuscire a ricostruire il fenomeno.

Nel momento in cui il danno arriva sul tavolo quindi è il metodo a fare la differenza, e la preparazione tecnica di un ATP infiltrazioni deve partire dai dati disponibili, verificare lo stato dei luoghi, documentare tutto quello che si vede e viene osservato, fare una distinzione tra fatti e ipotesi e costruire conclusioni tecniche proporzionate alle evidenze.

Per Studio Poseidon, che integra consulenza tecnica, verifiche e ispezioni, manutenzione dell’involucro edilizio e attività sulle coperture, questo significa anche avere la facoltà e la capacità di collegare la diagnosi del fenomeno alla conoscenza dell’involucro, delle coperture, della manutenzione e delle modalità costruttive.

Quando serve un confronto tecnico preliminare

Prima di impostare una controversia o procedere con l’ATP è importante fare un confronto tecnico preliminare e capire quindi quali sono i documenti che servono, i rilievi da eseguire e gli approfondimenti realmente necessari.

Con questo non si vogliono anticipare conclusioni che chiaramente arrivano dopo l’accertamento, ma costruire una base tecnica ordinata e verificabile. Nel caso specifico delle infiltrazioni, di cui stiamo parlando, si tratta di una fase che può essere utile per far emergere eventuali lacune documentali, distinguere fenomeni che possono sembrare simili e orientare le successive attività di indagine.

È importante tenere sempre in considerazione che quando il danno deve essere spiegato tecnicamente, le ipotesi non bastano, è necessario poter ricostruire il percorso che porta dai dati osservati alla conclusione.

Richiedi un confronto tecnico preliminare su infiltrazioni e danni.

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