Edilizia inclusiva: la creazione di spazi senza barriere
Un ampio sguardo su quella che definiamo progettazione accessibile e creazione di spazi senza barriere architettoniche e non, per la promozione dell’inclusività universale
Quando parliamo di edilizia inclusiva e progettazione accessibile, un aspetto che sta molto a cuore a Studio Poseidon, intendiamo tutti quegli aspetti volti alla creazione di spazi che possano essere raggiungibili e fruibili da chiunque, senza limiti e barriere.
Una disciplina importante nell’ambito dell’edilizia e dell’architettura, che modifica la visione classica che abbiamo degli spazi, architettonici e urbani che siano. Qualsiasi persona, grazie a questo modo di concepire edifici e luoghi, ha accesso a ogni spazio a prescindere dalle proprie abilità fisiche e/o sensoriali. E in questo caso quindi parlare di accessibilità diventa quasi riduttivo, perché entra in gioco anche quella che possiamo definire come inclusione sociale, che ci porta a realizzare strutture per tutti, perché chiunque deve avere il diritto di accedere ad ambienti (privati e pubblici) serenamente, in modo sicuro e facile.
Edilizia inclusiva e accessibilità: i pilastri
Eliminazione delle barriere architettoniche e design universale, sono questi i due principi fondamentali su cui si basano l’edilizia inclusiva e la progettazione accessibile. La persona è al centro della progettazione e realizzazione di edifici e strutture: accessibilità, salute, sicurezza hanno un ruolo centrale nelle scelte progettuali e mirano alla realizzazione di spazi più inclusivi per tutti.
Che cosa intendiamo per Universal Design
Creare spazi accessibili e inclusivi, senza barriere, raggiungibili da ogni individuo, indipendentemente da quelle che sono le sue caratteristiche e da eventuali limiti personali: è questo che intendiamo quando parliamo di Universal Design; già in fase progettuale si pensa alla creazione di spazi che non discriminino nessuno.
La diversità umana è presa in considerazione in tutti i suoi aspetti, ma nella progettazione accessibile e nell’edilizia inclusiva non deve mai essere vista come un limite, anzi. Accessibilità è la parola chiave, ogni essere umano deve essere in grado di raggiungere e usare gli spazi in modo da poter partecipare attivamente alla vita sociale e da avere più opportunità di raggiungere i propri obiettivi, abbattendo quelle che sono le barriere, almeno architettoniche.
Di cosa si occupa il tecnico nell’ambito dell’edilizia inclusiva
Il professionista svolge un ruolo fondamentale. È lo stesso tecnico che si prende carico della progettazione e che promuove l’abbattimento delle barriere e la realizzazione di spazi ed edifici con progetti che mettono al centro le persone.

Il tecnico professionista ha l’abilità di mettere sullo stesso piano la realizzazione di spazi inclusivi e le esigenze del singolo cittadino. In questo modo si va oltre il rispetto delle normative sull’accessibilità, si pone l’attenzione sulla realizzazione di luoghi che possano in qualche modo migliorare la vita di tutti, ponendo le giuste basi non solo per il presente, ma anche per l’inclusività nel futuro.
Architettura inclusiva: la normativa
Esistono direttive e leggi che mirano ad assicurare che ogni spazio e ambiente costruito sia dotato di accessibilità universale, quindi inclusiva verso qualsiasi soggetto. Ogni tecnico professionista lo sa e lavora proprio nel rispetto della normativa: geometri, ingegneri, architetti.
La normativa esiste e serve per garantire l’accessibilità dei nuovi spazi a tutti, è poi compito del professionista assicurarsi che tutto venga rispettato: è una sfida continua, che comporta un impegno costante e la comprensione dei bisogni di soggetti affetti da disabilità o altri limiti particolari.
Accessibilità: cosa intendiamo
Accessibilità di un ambiente significa eliminare qualsiasi tipologia di barriera architettonica, è vero, ma non è tutto. Se prendiamo in considerazione i luoghi di lavoro, per esempio, andiamo anche alla ricerca di un’atmosfera che accolga tutti e li metta sullo stesso piano, con accorgimenti che rispettano le leggi ma trasformano anche l’ambiente di lavoro, rendendolo consono e fruibile anche da persone che hanno delle limitazioni fisiche e non.
Esistono dei veri e propri Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA): strategie che mirano alla rimozione delle barriere in spazi pubblici e uffici, per aumentarne l’accessibilità a chiunque.
I benefici
L’edilizia inclusiva promuove l’uguaglianza, migliora la sicurezza degli ambienti e massimizza l’efficienza degli spazi. Non è tutto: edifici e luoghi senza limiti e barriere favoriscono la comunicazione e l’interazione tra soggetti differenti. Un altro beneficio riguarda il risparmio in termini economici: creare ambienti inclusivi aumenta la possibilità di prevenire incidenti ed elimina quindi alcune possibili problematiche sanitarie.
Progettazione accessibile: cosa fare
Concretamente l’edilizia inclusiva consente di creare spazi e ambienti accessibili a tutti, facendo riferimento a linee guida e normative. Prima di tutto è necessario valutare le esigenze in fase di progettazione, fase che prevede la stretta collaborazione tra tecnici quali ingegneri, geometri e architetti ed esperti nel settore dell’accessibilità.
Ci sono due possibilità:
- nuove costruzioni: si progettano rispettando i principi dell’edilizia inclusiva sin dalle prime fasi di progettazione;
- ristrutturazioni: si devono modificare, più o meno significativamente, gli edifici per renderli conformi alle leggi sull’accessibilità.
In ogni caso il percorso è complesso ma può portare a risultati strabilianti, promuovendo l’inclusività universale dei soggetti, qualsiasi sia la loro difficoltà e il loro limite.


