Controllo umidità strutturale: come capire la causa e intervenire con la giusta soluzione
In questo articolo approfondiamo quelle che sono le indicazioni dei professionisti utili per diagnosticare e risolvere problemi di umidità, prevenendo degrado di muri e intonaci con interventi mirati
L’umidità è un problema molto importante in una casa e in qualsiasi tipologia di struttura ed edificio, da non sottovalutare e – anzi – da tenere controllato per evitare ripercussioni anche molto gravi sia sulle costruzioni stesse (danni strutturali e simili) che sulla vita di chi le occupa (problemi respiratori e di salute). I casi di umidità nei muri – che può derivare da risalita capillare, condensa o da infiltrazioni – sono tra le cause principali di degrado edilizio e necessitano di diagnosi professionali precise prima di decidere con quali interventi risolvere la situazione.
Vediamo di seguito alcuni metodi che i professionisti del settore indicano tra i più utili per diagnosticare i problemi di umidità strutturale. Nell’articolo approfondiamo anche quali sono le tecniche per risolvere e prevenire ogni tipologia di problema legato proprio all’umidità delle strutture.
Come capire il tipo di umidità strutturale
Come abbiamo detto, l’umidità può essere causata da differenti fattori e distinguersi quindi in differenti tipologie:
- umidità strutturale di risalita capillare
in questo caso i segnali tipici sono: le efflorescenze saline (presenza di sali bianchi), scrostature e macchie che partono dal basso, da circa 1 metro e mezzo dal pavimento, umidità costante tutto l’anno, intonaco che si stacca o che si “sbriciola”.
Come fare la diagnosi: si utilizzano igrometro a contatto o a carburi per stabilire la percentuale di umidità nei materiali, termografia a infrarossi per stabilire zone fredde e umide, si procede con l’analisi dei sali per confermare la risalita e si prelevano poi dei campioni di intonaco per analisi di laboratorio.

- umidità da condensa
caratterizzata dalla presenza di macchie scure di muffa sulle pareti fredde, spesso vi sono accumuli più gravi dietro i mobili o negli angoli, in inverno questo tipo di umidità strutturale aumenta, in questo caso non sono presenti efflorescenze saline.
Per la diagnosi si usano il termoigrometro ambiente (per misurazione umidità relativa e temperatura), la termocamera per individuare punti freddi e ponti termici, si calcola il punto di rugiada per controllare se l’umidità dell’aria condensa sulle pareti.
- umidità da infiltrazione
in questo caso vediamo macchie localizzate vicino a tubazioni, finestre o coperture, che compaiono solo dopo perdite di acqua o piogge. È possibile vedere anche rigonfiamenti sulle pareti o colature.
Si procede con l’ispezione visiva e il tracciamento con gas o colorante fluorescente, si fanno le prove con la termocamera dopo pioggia simulata e si utilizzano telecamera o endoscopia nelle cavità murarie.
Rimedi e soluzioni per l’umidità strutturale
Che cosa fare in caso di umidità da risalita:
- procedere con un sistema elettrosmotico attivo/passivo, che inverte la polarità e quindi blocca appunto il processo di risalita;
- creare una barriera chimica antirisalita con iniezione di resine o silani/silossani;
- eliminare l’intonaco ammalorato e sostituirlo con intonaco deumidificante e traspirante;
- creare vespaio o canalina di drenaggio, se a piano terra.
Se invece siamo davanti a una situazione di muffa e umidità strutturale da condensa, come possiamo procedere:
- la prima cosa da fare è migliorare la ventilazione, installando quindi sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC) o aeratori;
- implementare l’isolamento termico, usando deumidificatori, riscaldamento uniforme, cappotto esterno oppure coibentazione interna con pannelli traspiranti.
Se invece il problema dell’umidità strutturale è dovuto a infiltrazioni di acqua, allora è necessario:
- ripristinare guaine e impermeabilizzazioni;
- riparare pluviali e tubazioni;
- sigillare giunti e infissi;
- fare trattamenti idrorepellenti superficiali su facciate esterne.
È possibile prevenire i problemi di umidità strutturale?
La risposta è sì, chiaramente per poterlo fare è necessario affidarsi ai professionisti del settore, come Studio Poseidon, per un’analisi approfondita del problema e la ricerca di una soluzione mirata. Cosa si può fare:
- controllare periodicamente pluviali, grondaie e coperture;
- usare intonaci traspiranti e macroporosi e pitture a calce o ai silicati;
- mantenere ambienti ben ventilati, con un grado di umidità relativa attorno al 45-60%;
- fare attenzione al drenaggio esterno;
- evitare di coprire le pareti fredde con rivestimenti non traspiranti o mobili.


